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mercoledì 8 aprile 2009

Poliziotti a Fiumicino chiedono il pizzo agli extracomunitari

10 Aprile 2009 - Aggiornamento: Come segnalato da Antonio nei commenti il post in questione e' stato cancellato perche' il protagonista ha ritrattato la propria versione dei fatti davanti all'insistenza dell'autore a procedere con un esposto alla procura. Sicuramente la rabbia puo' avere spinto Gilioli a pubblicare troppo frettolosamente la notizia, ma la cosa che personalmente mi lascia piu' perplesso e' che nessuna delle persone alle quali ho riferito la notizia si e' stupita piu' di tanto della possibilita' che qualcosa del genere accada.. questo e' il mondo in cui viviamo.

Segnalo il post di oggi di Alessandro Gilioli sul suo blog Piovono Rane pubblicato dall'Espresso online:


- Fiumicino: Poliziotti corrotti chiedono il pizzo;
[...]Alla dogana, ingresso per i non comunitari, i poliziotti di frontiera l’hanno ovviamente fermato e gli hanno chiesto i documenti, tutti perfettamente in regola.

Ciononostante gli hanno detto che doveva seguirli in una stanza riservata. Lo hanno fatto aspettare un po’ poi lo hanno fatto entrare in un’altra stanza, dove c’erano sei poliziotti.

Gli hanno fatto un sacco di domande (tutto normale, per carità).

E poi gli hanno chiesto 200 euro per uscire dall’aeroporto.

S.T. ha provato a opporsi, dicendo che aveva tutti i documenti in regola. Loro hanno risposto che non gliene fregava nulla, o sganciava i 200 euro o lo rimandavano a casa.[...]

lunedì 15 settembre 2008

Palermo: Piazza Magione

Questa Estate mi è capitato di passare qualche serata a Piazza Magione, storica piazza di Palermo situata nel quartiere Kalsa.

Negli ultimi anni la piazza è diventata un punto di ritrovo per molti dei giovani palermitani e come conseguenza della potenziale domanda appena arriva il bel tempo spuntano chioschetti e bancarelle che riforniscono i presenti di cibo e bibite.

Durante una delle nostre serate ci siamo chiesti quali fossero le possibilità che queste microstrutture fossero autorizzate a stare lì ed a vendere prodotti alimentari e bibite. Eravamo più o meno tutti d'accordo che nessuno avesse le autorizzazioni necessarie e che la Polizia ne fosse perfettamente al corrente e che avrebbe permesso loro di svolgere quelle attività fino alla conclusione della stagione estiva ed all'arrivo delle prime pioggie.

Ebbene questo è stato il primo fine settimana con pioggia dopo tanti mesi di belle serate estive e quello che segue è un comunicato stampa di giorno 11 Settembre 2008 alle 19:23:
Il Comandante della Polizia municipale, Nunzio Purpura, ha predisposto, con il supporto della Polizia Amministrativa e degli uomini del nucleo cinofilo e della Polizia Giudiziaria, un intervento in piazza Magione con l'obiettivo di ripristinare la legalità e di scoraggiare le attività illecite di occupazione del suolo pubblico.
Agli occhi degli agenti si è presentata una cittadella gastronomica attrezzata con tavoli, sedie, vettovaglie ed illuminata da allacci abusivi.
Con l'operazione di bonifica, sono stati portati via otto chioschetti con i rispettivi banconi frigoriferi, cinque strutture metalliche, quattro ombrelloni, diciotto fari di illuminazione, settantotto sedie e tavoli che sono stati sequestrati e confiscati per la successiva distruzione o devoluzione.
Stessa sorte per 443 bottiglie di birra, 132 di acqua minerale, vettovagliamento vario e numerosi elettrodomestici di vario uso: piastre elettriche, fornetti microonde e tostiere.
I chioschi, al momento dell'intervento della Polizia Municipale, sono stati abbandonati, ma sono in corso accertamenti per individuare i responsabili dell'occupazione abusiva di suolo pubblico ai quali verranno comminate le sanzioni pari a 3.200 euro. Il valore della merce sequestrata è di 3.200 euro.
L'intervento della Polizia Municipale non resterà l'unico, la zona di Piazza Magione sarà monitorata per il ripristino della legalità.
Pensare male è sbagliato, rendersi conto di avere ragione è brutto ma quali sono le alternative? Denunciare la situazione avrebbe cambiato le cose? Il problema non è a monte? Non è una questione di cultura e di rispetto della legalità? E' necessario continuare a dare per scontato che in queste situazioni non si debbano pagare le tasse sugli introiti delle vendite e non sia necessario ottenere un'autorizzazione per l'occupazione del suolo pubblico (lasciamo stare gli aspetti igienici)? E se volessi aprire io un chioschetto in una piazza? Moltissime città europee hanno le loro strade pieni di chioschietti che vendono cibo, la situazione è la stessa? E' mai possibile che tutto debba essere giustificato in considerazione dello stato di difficoltà (economica e culturale) in cui vive la gente che è oggetto di queste attività?