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lunedì 6 agosto 2007

Blogging boredom

In questi giorni ho avuto molto più tempo a disposizione ma, contrariamente alla maggior parte dei blogger che riescono a produrre il numero più alto di post proprio in questi momenti, non ho avuto voglia di scrivere nulla.

Le notizie sulla rete sono sempre tantissime ma come è normale aspettarsi durante il periodo estivo l'attenzione è rivolta più che altro a gossip e scoop e questo mi ha spinto a provare a scrivere dei pezzi originali.

Ma tra nipotini, mare, letture ed imperdibili mangiate con amici e parenti ho tralasciato il mondo 'digitale' per lasciare al sociale il suo sempre più importante e bistrattato spazio.

In quest'ottica la notizia della proposta di Elton John di chiudere Internet per cinque anni che è stata duramente attaccata dalla blogosfera ha per me un sapore meno amaro.

Lavorando nel settore ICT da molti anni mi capita spesso di rispondere a richieste di consigli su acquisti di gadget, personal computer, mobile devices et similia ma quando il ricevente è un giovane, o meglio ancora un bambino, consiglio sempre di regalare un pallone, un viaggio, un bel libro e lasciare che il digitale mantenga lo spazio che gli appartiene ovvero cercare di confinarlo allo studio/lavoro ed utilizzarlo il più possibile solo come strumento.

Detto questo continuo a tenere in cantiere i miei post sul furto d'identità, sulla ricerca universitaria in Italia, sulla nocività dei cellulari, sulla class action e tante altre idee che per adesso tengo per me mentre cerco di capire se è maggiore la voglia di scrivere in quest blog o il disagio di lavorare quotidianamente in un mondo 2.0 che di sociale ha sempre meno e sempre meno gente che lo ammette.

Buone vacanze, io e Dani faremo 14 giorni con Avventure nel mondo (vedi questo post) sotto il fresco sole del Marocco.

giovedì 19 luglio 2007

Viaggi last minute

Nella lista dei miei contatti su MSN Messenger trovo spesso connesso un amico che ha aggiunto questa frase subito dopo il suo nome :"Il mondo è come un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina".

Condivido pienamente questa affermazione che, grazie a wikiquote, ho scoperto essere una citazione di Sant'Agostino; fa un certo effetto sapere che risale all'incirca a 1.600 anni fa!

To make a long story short (per farla breve): mi piace viaggiare e soprattutto mi è sempre piaciuto organizzare da solo i miei viaggi cercando di evitare a tutti i costi tour operator e pacchetti preconfezionati. Fortunatamente anche Daniela (smack!) la pensa allo stesso modo ed un altro aspetto che condividiamo e riteniamo parte integrante (ove possibile) del viaggiare è il contatto con chi vive nei luoghi che si visitano. In particolare modo se la destinazione non è puramente 'occidentale' adoriamo frequentare i mercati locali, pranzare in luoghi non turistici e cercare di instaurare un rapporto (se pur minimo) con la gente del posto.

Ma nel corso degli anni il tempo che riusciamo a dedicare alla pianificazione dei viaggi è sempre di meno e così l'anno scorso, dopo averne sentito parlare per tanti anni, ci siamo decisi a prendere in considerazione i viaggi organizzati da "Viaggi avventure nel mondo".

Riporto testualmente dal loro decalogo pubblicato sul sito web:
I partecipanti prendono atto che la Formula dei nostri viaggi si discosta radicalmente dai tradizionali viaggi organizzati per due aspetti unici ed originali[...]: l'autogestione e la mancanza di prenotazioni di alcuni servizi (come alberghi, mezzi di trasporto, etc..) necessari alla realizzazione del viaggio.
Come inizio non c'è male; praticamente vengono organizzate delle partenze in gruppo personalizzate. In questo modo si evita ad esempio di dovere dedicare il proprio tempo alla ricerca del volo low cost più economico o del modo più efficace/economico/semplice e/o comodo per effettuare i successivi spostamenti. Ma continuiamo a leggere:
Questo ci consente un enorme vantaggio: la flessibilità. Di conseguenza l'itinerario va considerato di massima e suscettibile di modifiche in corso di viaggio. L'autogestione comporta il coinvolgimento di ogni partecipante nell'organizzazione di quei servizi non prenotati.
Anche questo sposa la necessità di evitare le rigide programmazioni dei viaggi organizzati. E dulcis in fundo:
Questa filosofia ci consente di evitare i canali del grande turismo organizzato e di inserirci nella realtà dei paesi che andiamo a visitare. [...]
Esattamente il tipo di viaggio che andiamo cercando.

Così, riallacciandomi a quanto dicevo prima, lo scorso anno abbiamo deciso di fare questa esperienza e ci siamo recati con un gruppo di persone in Turchia.

Il viaggio è stato stupendo ed abbiamo trovato proprio quello che andavamo cercando; inoltre abbiamo avuto conferma delle flessibilità a cui si fa riferimento nel decalogo. Dopo qualche giorno di permanenza ad Istanbul, abbiamo deciso insieme ad un piccolo gruppo di persone, di modificare il possibile programma ed andare a passare un paio di giorni in una splendida piccola e sconosciuta isola del mar di Marmara dove non abbiamo incontrato un solo Italiano (e chi viaggia sa quanto sia difficile e arduo non incontrare connazionali).

Naturalmente come per qualunque gruppo di persone è necessaria una buona dose di diplomazia per cercare di ragionare tutti insieme. Anche se è sempre difficile bilanciare personalità diverse in un gruppo, l'obiettivo comune e la voglia di divertirsi riescono a farla da padrona abbastanza facilmente.

Se a tutto questo si aggiunge che è abbastanza facile inserirsi in gruppi in partenza fino ad una settimana prima della data prefissata, credo che valga la pena fare un giro tra le innumerevoli proposte che troverete sul sito.

Per la cronaca quest'anno stiamo valutando il Marocco...